Coca Buton, elisir d’erbe

Coca Buton

Erano anni che non mi capitava di bere un Coca Buton, trovarlo su Amazon mi ha quasi emozionato e non ho potuto resistere. Sono tornato indietro nel tempo, al periodo dei 18/20 anni, quando gli amici più grandi parlavano di questo liquore descrivendolo come una bevanda portentosa, capace di “sballare” perché conteneva piccole percentuali di cocaina.

Erano leggende metropolitane, ma con una base di verità. Effettivamente si utilizzano le foglie della coca (Erythroxylum coca), importate da Bolivia e Perù, ma nella fase di distillazione l’alcaloide che contiene il principio attivo della cocaina viene eliminato. In ogni caso questi processi vengono svolti dietro stretto controllo delle autorità competenti, Guardia di Finanza in primis. La preparazione vera e propria del liquore vede l’impiego di erbe aromatiche quali artemisia, assenzio, ortica e melissa messe in infusione assieme alle foglie decocainizzate, un po’ come si fa con i classici amari.

Coca Buton

Coca Buton, un po’ di storia

Con il ritorno degli spagnoli dalle Americhe arrivarono anche gli schiavi da impiegare come forza lavoro. Le popolazioni sudamericane da sempre sopperivano alla fatica ed eliminavano la sensazione della fame masticando foglie di coca, che fecero così la loro comparsa nel regno iberico. Inizialmente l’uso fu ostacolato perché ritenuta (giustamente) una pianta dannosa, ma le ragioni economiche prevalsero quando si capì che avrebbe garantito agli indios una maggiore resistenza con conseguente aumento della produttività. .

Tra il XVI e il XIX secolo in gran parte d’Europa si cominciò a parlare delle foglie di coca, merito dei testi di cronisti ed esploratori che raccontavano le proprietà stimolanti e terapeutiche, ma anche di professori che ne decantavano le virtù in ambito medico. Proprio in quegli anni, nel 1866 per essere precisi, il chimico italiano Angelo Mariani inventò il Vin Mariani, miscuglio di vino e foglie di coca. Utilizzato come ricostituente aveva proprietà afrodisiache che ben presto lo resero famoso.

Elisir apprezzato da scrittori come Verne, Dumas, Conan Doyle, Stevenson e sovrani quali lo Scià di Persia e la Regina Vittoria. Addirittura il pontefice Leone XIII premiò Angelo Mariani con una medaglia d’oro. Nello stesso periodo Giovanni Buton di Bologna lanciò sul mercato l’Elixir Coca Buton a base di foglie di coca boliviana trattate in modo da eliminare la parte stupefacente. Le cronache dell’epoca ci dicono che l’azienda ne produceva e smerciava migliaia di litri a dimostrazione di quanto fosse apprezzato.

Verso la fine del secolo l’atteggiamento nei confronti della coca cambiò radicalmente.

L’uso era diventato vizio e temendo una probabile dipendenza, molte nazioni ne vietarono l’utilizzo. Il Vin Mariani sparì dalla circolazione mentre l’Elixir Coca Buton continuò a essere prodotto, se pur con una minore diffusione. Con il passare del tempo e il cambio delle mode finì per essere messo da parte, soppiantato da altre bevande. Nonostante tutto la produzione non è mai stata sospesa, arrivando ai giorni nostri, con caratteristiche leggermente diverse dal liquore originale.
La distilleria si trova ancora a San Lazzaro di Savena (Bo).

Caratteristiche del Coca Buton

Venduto in bottiglie da 70 cl si contraddistingue per l’inconfondibile color verde intenso e brillante. Anche il sapore particolare è una sua peculiarità, difficile trovare liquori con un gusto simile. Molto dolce, profumato e con un retrogusto mi ricorda vagamente il rosmarino, ha una consistenza pastosa che rilascia nel naso e sul palato le note vegetali richiamando le erbe aromatiche che lo compongono.

Il Coca Buton è uno di quei liquori che o ami subito, e alla follia, o rifiuti categoricamente, senza possibilità d’appello. Chi, come me, è per la prima ipotesi può berlo in purezza liscio o allungato con dell’acqua. Ottimo invece l’impiego per i cocktail, primo fra tutti il Coca Fizz. Ho letto che si può consumare anche caldo, come un punch, e ha ottime proprietà digestive.

Ha una gradazione di 36,5%

coca buton bottiglia

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Mi occupo di grafica e web design da un decennio. Da un paio di anni mi sono avvicinato al mondo della scrittura online, come web writer e content editor. Mi reputo fortunato per aver trasformato in lavoro due grandi passioni.

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